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Vertebroplastica: Tecnica e Risultati
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Per ulteriori informazioni sulla
vertebroplastica invitiamo gli utenti di Radiochirurgia.it a visitare
il sito curato dal dott. Luigi Manfrè:
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Un terzo di tutte le fratture
vertebrali è da osteoporosi. Negli Stati Uniti d'America, si verificano
circa 700.000 fratture vertebrali all'anno da osteoporosi (300-400.000
ricoveri annui), un terzo delle quali (200-250.000 circa) è dolente e
meritevole di trattamento. Per Paesi come la Francia o l'Italia la
proporzione è di circa 1/6 rispetto alle cifre USA. Le vertebre
costituiscono inoltre uno dei più frequenti siti di localizzazione tumorale,
in particolare delle metastasi.
Il paziente con una lesione osteoporotica o tumorale vertebrale viene
costretto a lunghi periodi di allettamento forzato (2-3 mesi)
nell'impossibilità di deambulare, per il dolore o per paura di un crollo
vertebrale.
La Vertebroplastica è oggi considerata come uno dei trattamenti più efficaci
e raffinati, in grado di prevenire il crollo di una vertebra affetta da
osteoporosi o da neoplasia e di ridurre in maniera drastica il dolore
vertebrale correlato alla frattura e alla malattia (osteoporosi o tumore).
L'introduzione di un particolare cemento per via percutanea, con suo
consolidamento in soli 6 minuti circa infatti determina la scomparsa del
dolore, in media in 1-3 giorni. Il paziente viene dimesso in 24-48 ore, può
condurre una vita normale, non è obbligato all'uso di corsetti o busti, e
non deve permanere in decubito a letto (consigliato per 60 giorni nella
terapia "tradizionale", con rischio di tromboflebiti e peggioramento dello
stato osteoporotico stesso). Essendo inoltre il cemento iniettato citolesivo
e impenetrabile, distrugge le eventuali cellule tumorali presenti nella sede
di cementificazione.
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Cenni storici e tecnica
La prima Vertebroplastica
fu effettuata per la prima volta da Hervè Deramond ad Amiens, nel 1984, per
un angioma espansivo vertebrale, con una tecnica, simile a quella odierna,
che è stata però perfezionata nel tempo.
L'intervento consiste nell'introduzione, attraverso la cute e con guida TC,
di un sottile ago, attraverso il quale, raggiunto il corpo vertebrale, viene
iniettato senza alcun dolore per il paziente un particolare cemento in grado
di consolidare in maniera pressoché immediata la vertebra stessa.
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Indicazioni
La Vertebroplastica appare indicata per due patologie principali:
Osteoporosi
severa con perdita dell'altezza e/o fratture da compressione del corpo
vertebrale,
associate a
dolore acuto.
I
tumori vertebrali responsabili di dolore (metastasi, linfomi. plasmocitomi,
mielomi, angiomi, ecc.).
Tra i vantaggi, da annoverare la riduzione dei tempi di allettamento del
paziente (dai tradizionali 60-90 giorni a 1-2 giorni) e quindi del rischio
di complicanze da lunghi periodi di allettamento forzato (tromboflebiti o
polmoniti).
La vertebroplastica può anche costituire momento che precede il trattamento
chirurgico o radioterapico di una frattura vertebrale osteoporotica o
tumorale.
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Controindicazioni
Da non trattare mai il paziente unicamente in caso di:
stati
settici
discrasie
emorragiche
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Epidemiologia delle malattie
suscettibili del trattamento
In Italia esistono circa 30-40.000 casi circa all'anno di fratture da
osteoporosi dolenti. La spesa per la terapia e riabilitazione tradizionale
dei pazienti anziani con frattura osteoporotica grava quindi pesantemente
sul bilancio della Sanità. Il "dolore come malattia da curare e non come
semplice sintomo di malattia" è stato posto in posizione prioritaria nei
nuovi programmi della Sanità italiana: il dolore provocato da lesioni
tumorali della colonna si rende spesso responsabile di grave penalizzazione
psicofisica del paziente osteoporotico o tumorale, che non infrequentemente
deve ricorrere a farmaci analgesici morfino-simili.
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Risultati
I risultati della metodica sono estremamente incoraggianti. Nell'85 si
assiste, nel 98% dei casi, alla scomparsa o alla significativa riduzione del
dolore, unitamente alla ripresa della normale mobilità del paziente e
all'eliminazione del rischio di un crollo vertebrale, con le relative
conseguenze. L'effetto positivo dell'intervento viene di norma apprezzato in
un periodo compreso tra la prima ora e il 14° giorno, con una media di 72
ore. I controlli a distanza, oggi presenti in letteratura sino a 48 mesi
dall'intervento, hanno dimostrato una stabilità morfologica del cemento, e
il perdurare della scomparsa dei sintomi della malattia, in particolare in
caso di crollo osteoporotico. L'intervento può riguardare uno o più corpi
vertebrali, ma mai più di 3 vertebre per seduta operatoria. Il rilievo di
complicanze minori (estensione intradiscale, paravertebrale, intravenosa
perivertebrale) del cemento vengono considerate praticamente prive di
significato clinico.
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In conclusione, la
Vertebroplastica appare oggi una metodica di grande efficacia nella terapia
del crollo vertebrale osteoporotico, tumorale o osteonecrotico.
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